Cultura

24 Maggio 2007 di
Redazione

Agricoltura OGM o Agricoltura Biologica? Un falso dilemma

Il dibattito sempre più attuale sui potenziali benefici
delle biotecnologie, viene spesso animato dai più scettici in contrapposizione
al valore ambientale, nutrizionale e sociale degli alimenti biologici. Tuttavia
in un articolo dell’Economist pubblicato negli ultimi anni (Dicembre 9, 2006)
l’agricoltura biologica prende una brutta batosta: “Buy organic, destroy the rainforest”! L’affermazione che può
sembrare un po’ allarmista, in realtà è inserita in un contesto economico molto
più ampio ed analitico di quello dell’orticello del contadino dove si coltivano
gli ortaggi naturali. Le critiche
sollevate nell’articolo, tra l’altro sostenute dal premio Nobel per la pace
Norman Borlaug, riguardano essenzialmente la bassa efficienza produttiva dei
sistemi di produzione biologica. Senza troppi complimenti Mr. Borlaug definisce
ridiculous l’idea che l’agricoltura
biologica apporti benefici all’ambiente perché richiederebbe molta più
superficie per coltivare la stessa quantità di prodotti rispetto ai metodi
convenzionali. Superficie che verrebbe appunto sottratta alla rainforest. Sempre a proposito
dell’agricoltura biologica, si sottolineano inoltre le regole spesso arbitrarie
che vengono accettate in questo sistema colturale come l’uso dei
composti
rameici
(per la cui tossicità, paradosso
dei paradossi
, in passato sono comparsi sul mercato molti prodotti di
sintesi alternativi). Ridurre l’immissione di pesticidi e diserbanti
nell’ambiente ed aumentare le produzioni per unità di superficie sono tra gli
obiettivi principali che le biotecnologie (OGM inclusi) si propongono di
perseguire. Il valore di questi e di altri obiettivi delle biotecnologie, per
lungo tempo oggetto di pareri contrastanti, è stato oggi riconosciuto
dall’Unione Europea dove è prevalso il principio della coesistenza tra colture transgeniche, biologiche e convenzionali.
Anche la
Confagricoltura
ha mostrato un’apprezzabile apertura in
questo clima di caccia alle streghe dichiarando che l’introduzione di tecnologie innovative potrebbe dare al nostro paese
interessanti risposte
(Italia Oggi 18-5-2007). E mentre la percezione
pubblica del Geneticamente Modificato, sembra quindi scrollarsi di dosso miti e
leggende, ci domandiamo se gli alimenti OGM non interpretino in realtà la
filosofia dell’agricoltura biologica!






17 Maggio 2007 di
Redazione

Salviamo il San Marzano!

Roberto Gradnik, Presidente di Assobiotec, in un recente
incontro tenutosi a Roma presso il Ministero delle Politiche Agricole,
Alimentari e Forestali ha presentato una relazione su Il nuovo indirizzo dell’industria agrobiotecnologica in Italia ed
ha sottolineato, in questo contesto, il  riesame della strategia
europea sulle scienze della vita e biotecnologia 2002-2010, che punta in modo
deciso sullo sviluppo sostenibile dell’agricoltura attraverso la biotecnologia.
Parliamo di un settore in cui l’Italia crede poco e fa
poco, mentre il resto del mondo (inclusa gran parte dell’Europa) investe molto.
Tra le tante potenzialità delle biotecnologie, Grandick ha parlato dell’
importanza
della loro applicazione per la salvaguardia dei nostri prodotti tipici.
Nell’ottobre 2002, si è tenuto un incontro a Napoli presso l’Unione Industriali
(Atti del congresso disponibili sul sito FIDAF, Federazione Italiana Dottori
Agronomi e Forestali) sulle “Biotecnologie per le colture Agrarie in Ambiente
Mediterraneo”. In quell’occasione il Prof. 
Maarten Chrispeels del San Diego
Center for Molecular Agriculture
della University of California, ha presentato
una relazione su Agricoltura molecolare,
OGM e il futuro delle colture tipiche italiane
in cui enfatizzava problemi
specifici dell’agricoltura mediterranea, la cui soluzione avrebbe potuto
avvantaggiarsi dei potenti mezzi biotecnologici. Il Prof Chrispeels,
particolarmente interessato alla sorte di alcune produzioni quali il pomodoro
San Marzano, concludeva la sua relazione con queste parole…voglio che capiate la situazione: l’agricoltura molecolare e le
biotecnologie si stanno evolvendo e l’Italia deve partecipare a questo
straordinario progresso scientifico: per tutelare gli agricoltori, per
preservare le colture tipiche e salvaguardare le sue esportazioni
. Tutto
ciò è stato detto cinque anni fa, ma ad oggi la nostra percezione di queste
problematiche e delle possibili soluzioni sembra arrancare dietro una scarsa
accettazione dell’innovazione. Ognuno ha i suoi tempi! Nel frattempo, si
raccomanda a tutti la lettura del volume di Tonelli e Veronesi Cosa sono gli Organismi Geneticamente
Modificati
di Sperling & Kupfer… magari cominciamo a fare un pò di
chiarezza.