In una congiuntura politica che richiede validi strumenti militari per interventi in aree strategiche, lo studio esamina la spesa militare europea ed americana. Partendo dall’analisi dagli investimenti dei singoli paesi e dalle loro strategie politiche suggerisce una maggiore sensibilità e una via alla razionalizzazione delle spese. (Tratto dal sito della fondazione Magna Carta)
Il dibattito in corso nel governo sul rifinanziamento delle missioni all’estero ha ridestato l’attenzione su una delle principali e più efficaci direttrici della politica estera italiana. Negli ultimi anni, infatti, l’Italia ha ricoperto un ruolo di primo piano nelle missioni internazionali, sia per la presenza cospicua di personale civile e militare sia per i ruoli ricoperti in diversi teatri. (AffarInternazionali)
Dopo tre mesi di guerra in Libia, alle fiduciose dichiarazioni sull’annientamento delle forze di Gheddafi ad opera della NATO si è aggiunto il timore che l’Alleanza Atlantica stia accusando la fatica di una campagna militare che si profila più lunga del previsto. (The Economist)
Rick Rozoff, di Stop NATO, un news-center pacifista, ha messo il dito sulle contraddizioni di Obama con un articolo titolato significativamente: Pentagon’s Christmas Present: Largest Military Budget Since World War II. (La Pulce di Voltaire)