Con le proteste che divampano, non solo in Egitto, ma in tutto il mondo arabo, la questione iraniana agita più che mai le cancellerie occidentali. L’esempio della Repubblica Islamica, infatti, rischia di essere un pericoloso modello per i manifestanti che potrebbero confondere la rivoluzione contro un regime con l’instaurazione di uno ancora peggiore. Anche per questo è particolarmente importante visionare il documentario Iranium, che verrà proiettato in anteprima il prossimo 8 febbraio alla Heritage Foundation di Washinghton, DC.
“In troppi luoghi, in troppi modi, le fondamenta della regione stanno affondando nella sabbia”. Così il segretario di Stato americano Hillary Clinton ha messo in guardia gli autocrati arabi con un notevole discorso pronunciato la scorsa settimana in Qatar. Per un fugace momento, George W. Bush ha dato l’impressione di fare un furtivo ritorno nell’arena diplomatica. (The Wall Street Journal)
Due eventi verificatisi alla fine di dicembre, diversi ma in fin dei conti correlati, ovvero la ratifica del nuovo trattato START ad opera del Senato americano e la condanna dell’ex oligarca russo Mikhail Khodorkhovsky, riflettono i punti di forza e di debolezza nonché le contraddizioni del cosiddetto “reset” tra Washington e Mosca nel 2010. (Voice of America)
Ben pochi avrebbero scommesso che nel 2010 il mondo sarebbe diventato meno pericoloso e imprevedibile. La Corea del Nord è diventata sempre più aggressiva, il programma nucleare iraniano non è stato fermato, il Pakistan è sempre più problematico e il “processo di pace” in Medio Oriente è fallito. Cosa ci aspetta nel 2011? (Washington Post)
E’ nell’ambito della politica estera e della sicurezza nazionale che gli USA potranno trovare le più grandi opportunità per una collaborazione bipartisan tra il presidente Obama e i repubblicani al Congresso. (The Wall Street Journal)